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I miedici cujientari Da giorni circola per Conflenti e non solo una fantomatica
poesia dal titolo "I miedici cujientari", sarcastica e con inequivocabili cenni ai tre
nostri compaesani candidati alla provincia. Chi meglio di noi Conflentesi può sapere come
ultimamente stiano andando le cose nel nostro paese, trovo però ingiusto e antipatico esibire le
proprie doti poetiche scrivendo quattro versi in rima, solo per dare del cretino a una persona e
"tirare e vrasce a ri piadi sui". A parer mio chi è spinto con tanto ardore dal sacro
fuoco della cultura della serietà e dell'onestà, il minimo che dovrebbe fare sarebbe quello di
mettere una firma alla fine dell' "opera", l'anonimato a scopo denigratorio non è
mai stato indice di grande coraggio, e penso anche che in questa poesia ci sia un forte sapore
di vigliaccheria. È giusto e sacrosanto attaccare delle persone che occupano delle cariche
pubbliche e che non hanno soddisfatto le nostre aspettative. ma è anche giusto che queste
abbiano la possibilità di difendersi, e poi a noi che leggiamo ed eleggiamo chi ci dice che chi
scrive non sia direttamente coinvolto o che peggio non sia qualcuno che ha chiesto in anticipo
dei favori senza avere avuto un riscontro positivo. Da questo, la decisione di non pubblicare la
poesia, abbiamo tutti il diritto di critica e di far politica ma penso che il tutto deve sempre
restare nei confini della lealtà e del buon gusto.
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